terra e…bambini!

By isabella • Terra Cruda • 18 ago 2012

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TERRA PAGLIA

Immergerci nel mondo dei bambini porta sempre a vivere appieno la gioia del fare. Partecipare alla loro capacità di stupirsi, alla curiosità che li spinge ad esplorare minuto dopo minuto ogni cosa, mi richiama a ritrovare la leggerezza “nel fare”. Un mondo a volte lontano da quello adulto. Spesso sembra che dobbiamo insegnare loro a non fare i nostri stessi errori ma più spesso, noto quanto il loro essere così semplice e libero da condizionamenti, ci inviti ad allontanarci dai momenti in cui siamo chiusi nei nostri affollati pensieri, per riportarci al “qui e ora”. Diamo loro nozioni, raccontiamo di fatti, li portiamo a pensare a cose accadute tralasciando, sovente, l’esperienza diretta del fare. L’educazione non è solamente guardare o ascoltare ma passa anche attraverso il tatto, la manualità, l’incontro con la materia e, come dice Munari, toccare completa la senzazione visiva e uditiva. La terra è elemento che accoglie e nutre la vita. E’ quella parte della crosta terrestre a volte segnata dalle linee ripetitive dei solchi per la semina, a volte utilizzata nella realizzazione di costruzioni elevandosi fino a raggiungere altezze vertiginose e laddove si presenta nella sua morbida veste argillosa ci riceve e si modella intorno alle forme dei nostri piedi.  Il suolo si trasforma naturalmente in miriadi di sorprendenti forme e racchiude la memoria delle nostre esperienze. E’ la dimensione materiale, presente, nuda, è la forma fisica della creatività. Il contatto con la terra è sacro: è il confronto diretto con il primordiale. A volte noto una certa difficoltà nel toccare la terra, a volte i bambini si trascinano le paure degli adulti: “non sporcarti…”, “non toccare…”, limitazioni che inducono ad un comportamento non spontaneo e alla conseguente incapacità di esprimere ciò che sono. Dietro un primo timido e trattenuto contatto può nascondersi una trepidante esigenza espressiva a cui corrisponde uno slancio appassionato e una totale partecipazione. Un’apparente chiusura può significare maggior bisogno di varcare la soglia della libera espressione, per questo è necessaria la conoscenza diretta delle cose. Il pensiero porta a varcare le porte della fantasia, ci permette di immaginare e ragionare sulle cose, ma va sottolineato che al piano mentale occorre una corrispondenza concreta che alimenti nuovamente le idee e che aiuti a capire il processo creativo nella sua totalità. Ogni cosa va osservata, attraversata, compresa, ogni essere vive secondo un proprio sentire ed è unico. A noi il compito di guidarli. La nostra esperienza ci permette di trasferire loro gli strumenti per meglio relazionarsi con la vita: dare indicazioni, educarli al rispetto verso se stessi, al lavoro di gruppo, a trovare soluzioni, al senso estetico, a fare delle scelte, è utile portare degli esempi ma è opportuno non limitare la libertà d’azione tentando di indurli a fare ciò che corrisponde alla nostra personale visione. 

Le foto qui esposte si riferiscono ai laboratori tenuti in occasione del Summer Camp 2012 organizzato dall’Arci di Conegliano_TV_